1940
Fabrizio Plessi nasce a Reggio Emilia. Compie i suoi studi al Liceo artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Venezia dove in seguito sarà titolare della cattedra di pittura.

Fabrizio Plessi nasce a Reggio Emilia. Compie i suoi studi al Liceo artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Venezia dove in seguito sarà titolare della cattedra di pittura.
Inizia a focalizzare la propria ricerca artistica intorno al tema dell’acqua, declinato in opere di tipo installativo, films, videotapes e performances.
In occasione della mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano viene presentato il tema Acquabiografico che raccoglie la maggior parte dei suoi lavori che hanno per tema l’acqua. Inizia a compiere una serie di azioni performative documentate da fotografie e riprese video. Inizia a collaborare con il Centro Attività visive di palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove con la sua strumentazione messa a disposizione dal Centro realizza i primi videotape.
Compie numerose azioni performative in Francia, Germania, Belgio: sul lago Stichter, (Taglio del lago). Camminare sull’acqua, Operazione il Taglio del fiume Scheilde sempre documentate con foto e videotape.
Partecipa all’Arte Fiera di Bologna con lo Studio Soldano e la Galleria Lara Vincy. Inoltre realizza il videotape A morte Venezia
È invitato alla IXL Biennale d’Arte di Venezia per la fotografia nella mostra speciale L’immagine Provocata.
Partecipa al Festival del Cinema di Venezia con il film Liquid Movie, aggiudicandosi il Premio "Città di Milano".
Plessi è invitato al Festival del Cinema di Venezia con Underwater, una produzione francese: il mezzo elettronico viene così ammesso ad una Biennale cinematografica.
La sua completa opera video viene presentata al Centre Pompidou, Beaubourg di Parigi. Da quest’anno in poi, i suoi lavori toccano da vicino la natura ambientale delle possibilità del video, incorporando strutture tridimensionali. Il rapporto illusionistico fra rappresentazione e realtà dell’elemento liquido compare amplificato nelle estreme possibilità tecnologiche della riproduzione meccanica ed elettronica.
Partecipa alla XLI Biennale di Venezia con la videoinstallazione ed inaugura, con una grande mostra antologica, il Musée d’Art Contemporain de Villeneuve d’Ascq (Lille).
Plessi presenta la sua prima grande antologica in Italia, (Plessi-Video Going, Catalogo Electa) alla Rotonda della Besana di Milano, che si può considerare la prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia.
Rappresenta l’ltalia alla 42° Biennale di Venezia e crea per l’occasione una delle sue opere più significative: Bronx
Alla documenta 8 di Kassel Plessi presenta la monumentale installazione Roma che lo rende definitivamente noto a livello internazionale. A Bologna vince il premio internazionale “L’immagine elettronica” e crea le scenografie per Sciame di Enzo Cosimi, che inaugura il Festival di Rovereto. Dello stesso anno è l’ampia rassegna delle sue videoinstallazioni a Cavaillon in occasione del Festival d’Avignone.
A Madrid al Museo Español de Arte Contemporáneo è presente con una grande retrospettiva di ben quattordici installazioni. Dello stesso anno è la mostra Palacio Electrónico al Palacio Sástago di Zaragoza. Sempre nel 1988 espone alla Neue Galerie di Linz una serie di videoinstallazioni dal titolo Videoland – Videolinz. A Prato inoltre quell’anno per l’inaugurazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci crea l’opera Roma II Durante il 1987 e il 1988 si occupa delle scenografie del programma televisivo “Immagina” per la RAI Uno a Roma.
Plessi è invitato alla mostra Videoskulpturretrospektiv und aktuell 1963 – 1989 al Kunstverein di Colonia con una nuova creazione dal titolo Materia Prima. Dello stesso anno sono la grande mostra Videosal al Palau Solleric di Palma de Mallorca e la mostra Movimenti Catodici al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Sempre nel 1989 partecipa alla mostra Borealis al Louisiana Museum di Humlebaek in Danimarca e ad Artek, Biennale di Nagoya, in Giappone. Durante questo anno disegna le scenografie e i costumi per l’opera The Fall of Icarus in collaborazione con Frederic Flamand e musiche originali di Michael Nyman per la musica, produzione dell’Opéra Nationale "La Monnaie" di Bruxelles. Crea inoltre il monumentale mulino elettronicoTempo Liquido, commissionato da Prato Trade per il Centro Pecci di Prato.
In occasione del suo cinquantesimo compleanno la sua città natale ,Reggio Emilia, gli dedica una grande antologica nel museo, nel Foro Boario e nell’ampio spazio della Cavallerizza dove Plessi presenta per la prima volta i suoi Armadi
Crea la grande installazione Roma ll per il Museum Moderner Kunst, Stiftung Ludwig di Vienna. Dello stesso anno è l’installazione Porfido a Pergine espressamente studiata per il castello, è la complessa mostra di fotografie e grandi progetti alla fondazione “Sa Nostra” di Palma de Mallorca dedicata alla tipologia dell’isola e a i suoi materiali.
Crea le scenografie elettroniche per la seconda collaborazione con Frédéric Flamand Titanic, presentato nello spettacolare spazio del Musée de l’Industrie di Charleroi. Dirige un workshop per l’UNESCO con la partecipazione di venti giovani artisti internazionali sul tema “Babel”.
Dopo un viaggio in India nasce la videoinstallazione Bombay-Bombay per il Museum Ludwing di Colonia. Dello stesso anno è la vasta antologica Plessi – Retrospektive che il Museumam Ostwall di Dortmund gli dedica con dodici videoinstallazioni storiche. Sempre del 1993 è Cristalli Liquidi opera commissionata ed esposta al Caffè Florian di Venezia in occasione della Biennale. Per il celebre concerto live di Luciano Pavarotti al Central Park di New York, Plessi crea le scenografie elettroniche. Si inaugura a Barcelona alla Fundaci Joan Mirò la mostra Bombay-Bombay family: e la monumentale videoilluminazione Liquid Time prodotta dalla Philips per la fiera di Berlino ed acquistata dal ZentrumFürKunst und Medientechnologie di Karlsruhe. Sempre nel 1993 Plessi viene insignito della “medaglia Mir” dell’UNESCO a Parigi.
Collabora per la terza volta con Frederic Flamand all’opera Ex Machina con le scenografie elettroniche e virtuali realizzate sotto la sua direzione dagli studenti della Kunsthochschulefür Medien di Colonia. E’ invitato alla Mostra speciale internazionale della Bienal de São Paolo in Brasile. Dello stesso anno è la mostra di disegni storici e progetti su carta dal 1976 al 1993, presso la NeueGalerie di Linz. Fabrizio Plessi crea le scenografie elettroniche per la trasmissione Studio Moor del canale televisivo tedesco Premiere con sue videoinstallazioni che cambiano ogni mese
L’opera Ex Machina è invitata come evento speciale alla Biennale di Venezia del Centenario. Sempre nel 1995 crea le due videoinstallazioni Fuochi Fatui progettati per la Fundaciò Pilar i Joan mirò a Palma de Mallorca, di cui una è ambientata eccezionalmente nello studio stesso di Miró, tra le sue opere. Ancora del 1995 è la sua grande antologica alla Rocca Paolina di Perugia per la quale crea la monumentale videoinstallazione color: L’Anima della Pietra.
Crea alcune delle più complesse ed imponenti installazioni tra cui Il Fiume della Storia per il Landesmuseum di Mainz, per il Mausoleum di Graz, Acquedotto Elettronico per il Kunstverein di Heidelberg e Mysterium Wein per l’Historisches MuseumderPfalz a Speyer. Infine, sempre del 1996 è la spettacolare videoscultura Movimenti Catodici Barocchi, che Plessi crea a Napoli in occasione dell’apertura della Città della scienza alla fondazione IDIS.
Monumentale installazione Arca dell’Arte nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Grande retrospettiva delle sue videoinstallazioni storiche Roma, Bronx 1986 Cristalli Liquidi 1993 a Movimenti Catodici Barocchi 1996, al Guggenheim Museum di New York. Nello stesso anno retrospettiva al Museum of Contemporary Art di San Diego, La JollaMuseum.
A Berlino, per il nuovo edificio della Sony progettato da Helmut Jahn a PostdamerPlatz, crea una gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti. La monumentale opera verrà ufficialmente inaugurata nel giugno 2000. Premiato alla 13° Quadriennale di Roma, vince ad Hannover il prestigioso premio “Kunstpreisder Nord/LB”, che lo consacra miglior artista dell’anno in Germania. In questa occasione allestisce, presso il KestnerGesellschaft di Hannover, una grande mostra completamente inedita sul tema della foresta, DerHängencleWaldserif; nello stesso anno vince il concorso internazionale per il padiglione dell’Euregio all’EXPO 2000 di Hannover.
Per “Bologna 2000” realizza una grande installazione intitolata Naufragio della Pitturaa Palazzo d’Accursio. Nell’Almodì di Valencia allestisce un’ampia rassegna sull’Anima della Materia Nello stesso anno una mostra itinerante dei suoi ultimi lavori viene esposta in Danimarca al TrapholtMuseum di Kolding. Realizza per il Governo Italiano, per il padiglione dell’EXPO universale di Hannover Mare Verticale che si può considerare la più monumentale scultura tecnologica mai costruita. La struttura in acciaio alta 44 metri contiene un gigantesco schermo a led luminosi che simula un’onda elettrica blu in costante movimento. Rappresenta l’ltalia alla Biennale di Kwangiu in Corea e nello stesso anno crea le scenografie teatrali per lo spettacolo dell’Aterballetto Sogno di una notte di mezza estate con le musiche originali di Elvis Costello. Sempre nel 2000 presenta a Passau nella sede del “VerlagsgruppePassau” la grande scultura storica Il fiume della storia e nella St. Anna Kapelle un’ampia rassegna di opere recenti sul tema del fuoco.
Guest of Honour all’8 Biennale del Cairo dove per l’occasione ha creato l’installazione Cairo-Cairo II dedicata al Nilo, formata da 80 anfore di argilla di produzione locale. In giugno a Venezia, in occasione della Biennale la città gli inaugura la mostra Waterfire al Museo Correr un’importante rassegna delle sue opere più recenti basate sul tema dell’acqua e del fuoco, e la grandissima installazione nella piazza San Marco creata per l’occasione. Sempre nel giugno del 2001 a Ravenna per il Ravenna Festival presenta la grandissima installazione Teatro Elettronico della Memoria dedicata a Piranesi e ai calchi di gesso. In ottobre il museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una personale con la sua famosa installazione Roma II.
Ad Artefiera espone per la prima volta con grande successo una nuova serie di cumuli di pietre, oniriche ed evocative, dal titolo Digital Stones. Per il KistefosMuseet in Norvegia Plessi è invitato a ridisegnare un’ampia area d’archeologia industriale. Crea per l’occasione Memory Motions nove grandi installazioni di tronchi rotanti con movimenti aleatori a diversi livelli su strutture meccaniche. L’opera rimarrà esposta permanentemente. Ancora in Germania l’artista inizia una stretta collaborazione con l’industria automobilistica BMW con una serie di progetti in cui la ricerca automobilistica viene affiancata dalla poetica della creazione artistica in una simbiosi stimolante di materiali e forme. La collaborazione si esprime in alcuni eventi tra i quali le mostre a Monaco di Baviera e a Berlino. E’invitato alla 51° Biennale d’Arte di Venezia, per il progetto speciale della Biennale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Per l’occasione Plessi realizza di fronte all’entrata della Biennale, ai Giardini, una nuova versione di Mare Verticale che emerge dall’acqua della laguna per 44 metri di altezza. All’interno di questa enorme stele verticale scorre una cascata d’acqua tecnologica diventerà il simbolo della Biennale stessa.
Nel 2006 inaugura in Marocco a Rabat il nuovo Museo d’Arte Contemporanea con una mostra dedicata alle tintorie di Fez con progetti, disegni e films. Sempre di quest’anno è la seconda collaborazione con la compagnia della danza italiana-Aterballetto di Reggio Emilia. Di Plessi sono la creazione, le scene ed i costumi di Romeo&Juliet. Una nuova concezione dell’opera dove una struttura altamente tecnologica e digitale modifica ed altera le vecchie logiche della tragedia shakespiriana. l temi dell’acqua, del fuoco e del vento si intersecano e si innestano con quelli della passione, dello scontro, del destino, della morte e dell’amore.
Fabrizio Plessi crea per il teatro Goldoni di Venezia le scenografie digitali dell’opera di Pirandello Vestire gli ignudi. L’impianto scenografico si avvale di una serie di 34 grandi televisori al plasma, di un grande schermo ed una serie di telecamere nascoste che trasmettono in diretta tutte le fasi ed i dettagli dello spettacolo creando una specie di complice corto circuito con gli spettatori. Plessi disegna e realizza per il teatro La Fenice di Venezia il premio digitale alla carriera conferito quest’anno a Grace Jones. Nell’isola della Maddalena in Sardegna, nell’antico arenale marittimo, in occasione del Luis VittonTrophy, Plessi crea una delle sue più straordinarie videoinstallazioni. In uno spazio di quasi mille metri quadri colloca Mari verticali, dodici imbarcazioni in acciaio nero inclinate a 45 gradi, all’interno delle quali scorrono fragorosamente i dodici mari del mondo. Quest’opera con il supporto di Luis Vitton sarà esposta nei prossimi anni in alcuni tra i più importanti musei del mondo. Un viaggio nel viaggio.
È Invitato dal Ludwing Mùzeum di Budapest a esporre per la prima volta in Ungheria una rassegna antologica delle sue opere più importanti. La mostraLiquid Labyrint prende il nome da un ciclo inedito di grandi lavori su tela appena terminato, un monumentale affresco su tutto il percorso artistico. In Francia alla Fondation Schneider di Wattwiller si inaugura una grande personale centrata sull’opera Foresta Sospesa riproposta dopo Hannover nel1999 in occasione del Premi “Nord LandesBank” vinto dall’artista in quell’anno. Milano gli rende omaggio alla Fondazione Mudima con la mostra storica Plessi, gli anni settanta che sottolinea la frenetica attività dell’artista nella Milano di quegli anni. Per l’occasione sono esposti i suoi progetti anticipatori sulle videoinstallazione e inoltre, dopo la Biennale di Venezia del 1972, viene esposta per la prima volta La grande Gabbia d’acqua. Il LudwingMuseum di Koblenz gli dedica una grande mostra personale dal titolo Plessi-sul viaggio.
Presso la Opera Gallery di Parigi inaugura una personale con le sue ultime opere tecnologiche a parete dal titolo Digital Wall. Il museo di Montelupo a Firenze lo invita a creare per l’antica fornace di Luca della Robbia una serie di televisori di terracotta che Plessi chiamerà Materia Prima, in ricordo della sua celebre videoinstallazione al Kölnischer di Colonia nel 1989. Alla Kunsthalle di Recklinghausen, in occasione del Ruhrfestspiele, inaugura la grande mostra personale Digital Wall con videoinstallazioni murali, progetti su carta e un gigantesco intervento a led luminosi sulla facciata del museo. A Venezia è invitato a inaugurare lo spazio progettato da Rem Koolhaas del nuovo edificio del Fondaco dei Tedeschi. Per l’occasione, con Underwater ricopre le pareti di metallo con una spettacolare installazione di mosaici d’oro digitali che respirano in continuo movimento, le musiche sono di Michael Nyman. Alla fattoria di Celle, Giuliano Gori invita Plessi per uno speciale intervento in otto sale della fondazione che si concretizzerà in un intenso e profondo dialogo con le opere di Sol LeWitt.
A San Pietroburgo, per il 10th international CYFEST, presenta una nuova videoisntallazione, Splash, dedicata al colore digitale. Di quest’anno sono due personali a Düsseldorf presso le due gallerie Beck & Eggeling. Nella prima, Utopia Liquida, dove espone tutta una serie di opere storiche degli anni Settanta con progetti, tele e fotografie. Nella seconda, Memoria dell’acqua, delle videoinstallazioni sul motivo del mosaico d’oro con musica di Michael Nyman. Partecipa inoltre rappresentato dalla galleria Beck & Eggeling, all’Armony Show di New York, al Tefaf di Maastricht, a Colonia Art Cologne. A Venezia, per le mostre collaterali della Biennale, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca invita Plessi con una installazione video in dialogo con un sarcofago romano. Il titolo di quest’opera è Navigare necesse est. Al Ministero degli Esteri della Farnesina a Roma, Plessi allestisce una diversa versione dell’opera Materia Prima e successivamente crea una variante inedita della stessa opera per l’Ambasciata d’Italia a Washington intitolata Archeologia del futuro. Il teatro la Fenice si apre all’arte contemporanea e incarica Plessi di creare per l’occasione una sua grande opera sperimentale. L’artista scopre così i calchi di gesso in negativo delle decorazioni della Fenice e allestisce un grandioso teatro totale, FENIX DNA, sui temi a lui cari dell’acqua e del fuoco.
Nominato Accademico di Merito dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. A Mosca presso il Museo Statale di Belle Arti Puškin, presenta due opere di grande importanza: The Soul of Stone e Rolling Stones. Con questi progetti l’artista reinterpreta temi storici ed eventi utilizzando la tecnologia moderna. A Venezia presso la Scuola Grande della Misericordia realizza Omaggio a Canova,una monumentale installazione site-specific, un magnifico "omaggio" al grande Canova, un’opera che vuole simboleggiare il viaggio nella mente dell’artista. In Danimarca all’Esbjerg Art Museum espone una serie di opere scelte riferite agli anni Settanta. A San Pietroburgo, al VII St. Petersburg Internation Cultural Forum, viene presentato il libro Plessi, The Soul of Stones.
A Parigi presso Opera Gallery, realizza Plessi Splash, una serie composta da dieci opere video accompagnate da una selezione di disegni preparatori. Nell’isola di Maiorca, il museo Es Baluard dedica una personale Fabrizio Plessi. 30 años en Mallorca, dove segue una revisione e un’analisi delle sue produzioni create sull’isola, come luogo di proiezione e ispirazione. Il libro Plessi Feniz DNA viene premiato a Berlino al prestigioso Fedrigoni Top Award 2019. Plessi rende omaggio alla grande storia di Roma con la mostra il segreto del tempo, aprendo così al pubblico un nuovo settore dei sotterranei delle Terme di Caracalla.
Plessi crea le scenografie digitali per le sfilate di Alberta Ferretti a Milano che verranno poi utilizzate nei punti di vendita di Roma, Londra e Parigi. A Firenze, per il teatro Tuscany Hall, Plessi crea Energy, un sipario speciale con incorporato al suo interno dei led luminosi in continuo movimento con forti allusive sonorità, quasi un temporale assurdo e metafisico. Questa opera si può considerare il primo ed unico sipario digitale esistente al mondo. Durante il periodo di quarantena causato dal covid, Plessi crea un programma su Instagram chiamato Plessi, progetti del mondo, che si articola in 44 puntate giornaliere di un minuto ciascuna che illustrano 44 città del mondo, fonti d’ispirazione di altrettante opere. Il grande successo di questa serie è stato coadiuvato dalle musiche di Michael Nymann con qui Plessi collabora da molti anni. A settembre, in occasione dei suoi 80 anni Venezia rende omaggio a Plessi con un evento eccezionale: "l’Età dell’Oro", una monumentale installazione digitale sulle finestre del museo correr in Piazza San Marco. Sostenuta da Dior, le grandi cascate d’oro del museo dialogano emozionalmente con i mosaici della basilica di San Marco. Per Natale, il Comune di Venezia invita plessi a creare il consueto albero di Natale. Per l’occasione, Plessi crea invece una gigantesca scultura digitale alta 10 metri di 8 tonnellate composta da 80 monitor a LED luminosi. Posta nella piazzetta di San Marco, sarà l’unica luce in quel periodo a Venezia. Fabrizio Plessi è stato professore di Umanizzazione delle Tecnologie o alla Kunsthochschule für Medien di Colonia e dal 1994 è stato titolare della cattedra di Scenografie Elettroniche presso la stessa istituzione. Vive e lavora a Venezia e Maiorca.
Plessi realizza l’installazione Plessi’s Digital Wall per l’Istituto di Cultura Italiano di Abu Dhabi. In occasione dei 200 anni della nascita del fondatore della maison francese Louis Vuitton, Plessi realizza un’opera-vetrina, un baule d’oro, che rappresenta un flusso digitale e un flusso mentale, che si muovono lentamente, si sovrappongono, si mescolano e si fondono insieme in un viaggio luminoso sorprendente e affascinante verso l’età dell’oro.